Fatturazione elettronica per tutti: i primi dati

Come sai il 1 gennaio 2019 è partito il progetto che vede l’Italia capofila di un progetto europeo che ha deciso l’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica in tutta Europa con eccezione del Portogallo.

Dal 2014 la fatturazione elettronica era già stata avviata per le relazioni B2G (Business to Government) e da gennaio il nuovo modo per ricevere e inviare fatture è entrato anche nel mondo B2C (Business to Consumer) e B2B (Business to Business), fatta eccezione per alcuni professionisti (medici e piccoli agricoltori), esercizi commerciali (farmacie) e partire IVA nel regime forfettario o avvantaggiato.

Cos’è la fattura elettronica o E-Invoice

Se ancora qualcuno non lo sapesse, la fattura elettronica o E-Invoice è un file XML che l’azienda trasmette telematicamente al Sistema d’Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. In questo documento, facilmente leggibile dal software, sono contenute tutte le informazioni obbligatorie della fattura elettronica.

Il processo comprende anche la Conservazione Sostitutiva per 10 anni, ovvero le fatture elettroniche vengono archiviate a norma di legge anche se le vecchie cartelle non devono essere digitalizzate.

I cambiamenti nella gestione dei processi aziendali

Con il passaggio alla fatturazione elettronica sono cambiati in modo radicale i processi aziendali, sia per quanto riguarda l’archiviazione, sia per gli importanti vantaggi in termini di tempo e denaro per occuparsi della contabilità.

Per lo Stato, invece, i vantaggi più importanti sono un maggiore controllo fiscale e il passaggio del sistema italiano alla digitalizzazione prevista dal piano Industria 4.0, che comprenderà via via la digitalizzazione anche di tutti i processi produttivi.

I primi dati sulla fatturazione elettronica

Già in data 5 gennaio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha reso noti i primi dati in materia di fatturazione elettronica con risultati che indicano come siano state emesse a quella data già 2,8 milioni di fatture da 140.000 operatori IVA, anche se il 6% è stato rifiutato perché non conforme.

Un dato comunque positivo, dato che l’avvio del processo di E-Invoice nella PA aveva registrato un tasso di errore superiore al 30%.

Dopo due settimane dall’avvio erano, invece, oltre 30 milioni le fatture inviate con una media di 2 milioni di invii al giorno. Errori comuni nella registrazione dei documenti sono l’invio di file non conformi ovvero nel 36% dei casi non in formato XML e nel 26% si ha una fattura duplicata, causata dal timore di aver fatto correttamente il primo invio.

Nel 6% dei casi la partita IVA indicata o il codice fiscale non sono validi, anche se l’Agenzia delle Entrate avvisa l’utente per la correzione del documento, ora molto più semplice rispetto alla versione cartacea della fattura.

Sono ad oggi 583.200 gli operatori che hanno già inoltrato documenti elettronici all’Agenzia delle Entrate tramite l’Sdi con 2.570.494 richieste di generazioni QR CODE e 2.808.949 richieste di indirizzo telematico.

Al momento si allontana il rischio, come avvenuto per lo spesometro, di un blocco generalizzato del sistema.

Le difficoltà delle microimprese con la fatturazione elettronica

Fenomeni come la trasformazione digitale, la concorrenza sempre più spietata a livello globale e i sempre maggiori adempimenti amministrativi e fiscali stanno mettendo in seria difficoltà le piccole e microimprese italiane. Anche se lo Stato, dagli anni ’60 ad oggi, ha trasformato le imprese individuali n soggetti giuridici le imprese famigliari sono rimaste tali pensiamo ai distretti artigianali e della piccola industria del Nord Italia, alle botteghe e ai mercati di quartiere e così via.

Sicuramente la fatturazione elettronica rappresenta uno strumento valido, ma in realtà i costi di emissione delle fatture non si riducono, anche se aumenta la lotta all’evasione fiscale. Oggi l’imprenditore è molto abile nel suo lavoro, ma purtroppo non possiede ancora competenze manageriali o amministrative e questo riguarda soprattutto la generazione successiva al boom economico, che ha avviato un’azienda all’epoca della ricostruzione.

Ecco quindi che le piccole e micro-imprese presentano una difficoltà culturale ad approcciarsi alla fattura elettronica. In occasione dell’avvio della fatturazione elettronica moltissimi imprenditori hanno chiuso l’attività e, magari, sarebbe stato più utili introdurre tale provvedimento solo per le nuove attività individuali.

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